Macula 2026, Liguria “capofila” sulla salute della vista: ticket azzerato e screening in farmacia già oltre 2.300 esami

Ieri al convegno Macula 2026 Regione Liguria ha rivendicato il ruolo di guida nazionale sulle patologie della retina: dal 1° gennaio 2026 esenzione dal ticket per diagnosi e cure della maculopatia essudativa, mentre lo screening oculistico in farmacia con tomografia a coerenza ottica ha già superato 2.300 esami tra area genovese e savonese

Prevenzione, diagnosi precoce, accesso alle cure e innovazione: sono le quattro parole chiave che ieri hanno dominato Macula 2026, appuntamento scientifico e istituzionale dedicato alle patologie della retina e della macula, tra le cause più frequenti di grave riduzione della visione centrale. Sul palco, il presidente Marco Bucci e l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò hanno presentato la linea della Regione: fare della tutela della vista una priorità strutturale, soprattutto in un territorio dove l’età media elevata rende più probabile l’insorgenza di patologie degenerative.

Nicolò: “Investire nella vista significa prevenire disabilità e difendere l’autonomia”
Nel suo intervento, Nicolò ha legato il tema della vista alla qualità della vita quotidiana: perdere la visione centrale significa perdere autonomia, sicurezza, possibilità di svolgere attività essenziali. Per questo, ha sostenuto, la Regione ha costruito politiche mirate che puntano a intercettare la malattia prima che diventi invalidante.
Il messaggio è stato netto: in Liguria, parlare di salute visiva non è un capitolo “specialistico”, ma una scelta concreta di sanità pubblica.
Esenzione dal ticket dal 1° gennaio 2026: “prima Regione in Italia”
Il punto più politico e immediato è quello economico: dal 1° gennaio 2026 la Liguria prevede l’esenzione dal ticket per tutte le prestazioni diagnostiche e terapeutiche rivolte ai pazienti con diagnosi accertata di maculopatia essudativa. Bucci e Nicolò hanno rivendicato la misura come un primato nazionale: una scelta per garantire accesso gratuito a diagnosi e cure di una patologia che, se trascurata, può portare a una grave perdita della vista centrale.
La maculopatia essudativa colpisce la parte centrale della retina e può compromettere la capacità di leggere, riconoscere volti, guidare, muoversi in autonomia. Da qui la linea ribadita ieri: diagnosi tempestiva e terapia rapida non sono solo “cura”, ma prevenzione della non autosufficienza.
Screening in farmacia: la sanità di prossimità che “accorcia le distanze”
Accanto alla cura, la Regione ha insistito su un progetto che mira a portare la diagnostica fuori dagli ambulatori tradizionali. Dal 24 novembre 2025 è partita la sperimentazione dello screening oculistico in farmacia con tomografia a coerenza ottica, nelle aree genovese e savonese, quindi nelle Aziende sanitarie locali 3 e 2.
Il dato comunicato ieri è quello che dà la dimensione dell’operazione: oltre 2.300 esami già effettuati. Nicolò lo interpreta come la conferma di un modello di sanità di prossimità capace di intercettare più persone e ridurre gli ostacoli logistici, soprattutto per chi ha difficoltà a spostarsi.
La tomografia a coerenza ottica è un esame rapido e non invasivo, utile per individuare precocemente problemi come degenerazione maculare e retinopatia diabetica. Lo screening è rivolto ai residenti liguri senza diagnosi accertata di maculopatia o che non abbiano eseguito una tomografia a coerenza ottica negli ultimi 18 mesi, con particolare attenzione a persone con diabete e cittadini sopra i 55 anni.
Bucci: “Una priorità legata a invecchiamento e cronicità”
Il presidente Bucci ha collegato la strategia regionale a due trend che pesano sempre di più: l’invecchiamento della popolazione e la diffusione di malattie croniche come diabete e ipertensione. In Liguria, ha sottolineato, questi fattori rendono il tema della vista non solo sanitario, ma anche sociale ed economico: prevenire oggi significa ridurre domani disabilità, costi assistenziali e isolamento.
Al convegno anche Comune, medici e vertici sanitari
All’evento di ieri erano presenti, tra gli altri, Cristina Lodi assessore al Welfare del Comune di Genova, Alessandro Bonsignore presidente dell’Ordine dei Medici di Genova, Piero Ruggeri preside della Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche, Monica Calamai direttore generale dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico ospedaliero policlinico San Martino e Marco Damonte Prioli direttore generale di Azienda sanitaria territoriale ligure.
Il messaggio finale, nelle parole di Nicolò, è stato volutamente “alto” ma con ricadute molto concrete: investire sulla vista significa difendere autonomia, ridurre disuguaglianze e rendere la sanità più vicina. E la partita, per una regione che invecchia, è appena iniziata.
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